la nostra Storia
Da tre generazioni,
custodiamo il gusto della Puglia

Il nostro manifesto
Crediamo che il cibo buono non abbia bisogno di spiegazioni.
Ha bisogno di mani che lo fanno ogni giorno, ingredienti locali, e qualcuno che ti guarda negli occhi quando te lo consegna.
Crediamo nella tradizione viva che si rinnova senza tradirsi.
Quella che profuma di forno alle sei di mattina e di birra artigianale alle nove di sera.
Crediamo nel territorio come identità, non come marketing.
Il Salento è la ragione per cui la puccia ha quel sapore, per cui le olive sono quelle olive, per cui certi abbinamenti funzionano e altri no.
Crediamo che la velocità e il calore possano coesistere.
Che si possa mangiare bene in poco tempo sentendosi a casa.
Che un locale può essere semplice e autentico allo stesso tempo.
Che il fast food non deve essere sinonimo di cibo spazzatura.
Crediamo nella comunità che si costruisce intorno a un tavolo.
Fatta di belle persone che tornano, che si conoscono per nome, che portano gli amici e che non desiderano solo ritrovarsi. Quella comunità è Krivé quanto lo siamo noi.
Crediamo che fare bene una cosa valga più che farne tante cose in modo mediocre.
Un pane. Una ricetta. Una filiera. Costruita negli anni, difesa ogni giorno.
Tradizione che ti accoglie.
1930
Prima c’era il pane

Nel Salento degli anni quaranta, il forno Farinella sfornava pane ogni notte. La bottega “da Zio Tom” accoglieva il paese con prodotti genuini e sorrisi veri.
Lì nasceva la puccia con le olive nere: semplice, buona, fatta con le mani.
Non era un prodotto. Era un gesto quotidiano. Un sapore che una generazione dopo l’altra ha continuato a riconoscere come proprio. Quel gesto è ancora al centro di ogni Krivé.




